Due cose da segnalare a questo punto:
1) Una storia ci sarà – o meglio, una storia dentro la storia – ma non subito; e
2) Questo sarà il mio ultimo libro.

Cristina della biblioteca di Molinella consiglia Partenze di Julian Barnes

Partenze è un libro che va oltre i generi. Non è esattamente un romanzo, eppure contiene una storia. Non subito però, perché prima l’autore ci coinvolge nelle sue riflessioni sulla memoria, affascinato dal modo in cui il cervello si muove, tra ricordi, rimozioni e distorsioni. Al centro di quello che all’inizio potrebbe apparirci come un saggio, ecco che fa il suo ingresso la storia. I protagonisti sono Steven e Jean, compagni di università di Julian che si innamorano dopo che Julian li ha fatti incontrare. La loro relazione però non decolla e i due presto si lasciano. Mettiamo in pausa Steven e Jean, li ritroveremo più avanti. Ora l’autore ci mette a parte di una questione molto personale. Ormai quasi ottantenne, gli è stato diagnosticato un cancro, non incurabile ma gestibile. “Quindi il mio cancro e io procederemo trotterellando sottobraccio fino alla mia morte”. L’autore non cede a facili sentimentalismi, ma conserva il suo tono lucido e ironico. Vi ricordate di Steven e Jean? Dopo circa quarant’anni, in cui tutti si sono persi di vista, è di nuovo Julian a farli riavvicinare. Si rimettono insieme, addirittura si sposano. Ma anche stavolta non funziona, e Julian si ritrova a raccogliere separatamente le confidenze intime di entrambi. I suoi amici finiscono per lasciarsi di nuovo. Alla morte di Jean, Julian accoglierà nella sua casa Jimmy, il vecchio cane di lei, un Jack Russell che diventerà oggetto di affettuosa curiosità. Siamo arrivati alla conclusione del libro, l’ultimo a detta dell’autore. Qui ci attende una riflessione sulla vita, paragonata a un viaggio in treno, un viaggio che inizia con un arrivo e termina con una partenza. La morte è un binario che scorre parallelo, nel quale può capitare di deragliare. Lo scrittore non vuole lasciarci testamenti o parole solenni. Preferisce immaginarsi accanto al suo lettore al tavolino di un caffè, a spiare e commentare la vita che scorre davanti. A un certo punto lui si alza e lo saluta: “Ora ti appoggio una mano sul braccio – no, tu continua a guardare – e vado. No, tu continua a guardare”.

Potreste forse farvi l’idea di un libro disarticolato, con una trama poco avvincente, che tratta temi piuttosto pesanti. Ma è Julian Barnes che scrive! Fidatevi di lui, della sua arguzia, della sua verve narrativa, del suo humor. La sua scrittura è di una piacevolezza unica e il suo tono colloquiale invoglia a seguirlo in tutte le sue divagazioni. Siamo in ottima compagnia, a riflettere su noi stessi che, a differenza del cane Jimmy che “non sa neppure di essere un cane”, siamo esseri umani consapevoli del nostro “essere umani”, con tutto ciò che questa consapevolezza comporta.

Partenze
Julian Barnes
Einaudi, 2026

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narrativa, memoria, relazioni, morte

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