Stella Maris - Narrativa
Consigliato da Federica

Federica della biblioteca di Funo consiglia Stella Maris di Cormac McCarthy
Schopenhauer dice che se l’intero universo svanisse l’unica cosa che rimarrebbe sarebbe la musica.
Quando bussa alla porta della clinica psichiatrica Stella Maris, con quarantamila dollari in contanti in una busta e poca carne addosso, Alicia Western ha vent’anni e altri due ricoveri alle spalle. Il compito che attende il dottor Cohen, che la prende in cura, è di quelli che possono far vacillare la fiducia di un medico nella propria professione. Con diagnosi plurime di sociopatia deviante, anoressia, probabile autismo, tendenze suicide e schizofrenia paranoide.
Ma accanto alle sue molte patologie psichiatriche, la giovane Western è anche una matematica di genio con un QI non testabile, nonché una virtuosa del violino troppo assorbita dalla teoria dei topoi per raggiungere nella musica un’eccellenza a lei accettabile. Ardua missione, per un terapeuta, cercare di strappare i brandelli di un’anima lacerata alle spire di una mente tanto vorace: nella danza di parole che i due ingaggiano, a ogni passo del medico corrisponde un nuovo imprendibile exploit della paziente, intriso di beckettiana ironia e puntellato di autorevoli teorie.
Nel parterre di riferimenti di Alicia un solo nome compare con sospetta parsimonia, ed è quello di suo fratello Bobby, lasciato in coma in Italia dopo un incidente automobilistico, e dato per morto. Di Bobby Alicia non vuole parlare. Ed è proprio in quell’eloquente silenzio che lo psichiatra incunea il suo grimaldello. Perché ora sa che solo di Bobby, solo a Bobby, Alicia vorrebbe parlare. Seduta dopo seduta, il tempo a disposizione si fa sempre più breve. E nel ticchettio ora sommesso ora impetuoso di quell’orologio che lei sa leggere anche al contrario, Alicia si prepara a dimostrare l’estrema verità che ha appreso su questa esistenza: che «il mondo non ha creato un solo essere vivente che non intenda distruggere».
Stella Maris è il seguito de “Il passeggero”: la struttura del libro è più lineare di quella del Passeggero, ma non per questo di più facile comprensione, visto che stiamo comunque leggendo il dialogo di un genio della matematica cui è stata diagnosticata una schizofrenia paranoide.
In questo libro l’autore crea un’atmosfera di inquietudine e speranza, rendendo il lettore immerso nell’anima tormentata del protagonista. La bellezza della prosa di McCarthy sta nella sua capacità di catturare emozioni complesse con poche parole, creando una connessione profonda tra il lettore e il personaggio.“
Stella Maris” è un’opera che invita alla riflessione su temi universali, come il significato della vita, la ricerca della redenzione e la natura ambivalente dell’esistenza umana. Questo libro è un omaggio commovente a un grande autore che ci ha regalato opere straordinarie nel corso degli anni.
In conclusione, “Stella Maris” è un addio toccante e potente di Cormac McCarthy alla scena letteraria. Con la sua prosa intensa e la sua profondità di pensiero, McCarthy ci offre una meditazione finale che rimarrà con il lettore per molto tempo dopo la lettura. Un capolavoro dell’ultimo atto di un grande scrittore.
Stella Maris
Cormac McCarthy
Einaudi, 2023
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Narrativa, dialoghi, instrospezione