Oggi pomeriggio mi mancano i sogni sul mare di Tiago, le poesie di Esteban e tutte le storie che finalmente ci siamo sentiti di raccontare. Mi manca l’inizio della nostra storia insieme. E quello che è venuto dopo. Un tempo eravamo sei. Un tempo sedevamo in cerchio e ascoltavamo. O forse la cosa più importante era che eravamo ascoltati.

Lucrezia della biblioteca di Baricella consiglia Proteggimi di Jacqueline Woodson

Il libro si svolge nell’arco di un anno scolastico in una piccola classe di sei bambini di seconda media a Brooklyn. La loro insegnante offre loro un’opportunità speciale: per l’intero anno: la vecchia aula d’arte diventerà soltanto loro. Possono fare qualunque cosa vogliano. Con il passare del tempo, i ragazzi si avvicinano sempre di più: si raccontano segreti, paure e speranze, che Haley, registra nel suo registratore. È proprio dalla sua voce, e dal suo punto di vista, che ci viene presentata la storia.

Il modo in cui il libro è scritto mi ha sorpreso molto. L’autrice non racconta gli avvenimenti nel modo più comune, con la consueta punteggiatura, con i due punti, le virgolette e i discorsi diretti, ma utilizza il corsivo. Sembra quasi che sia Haley, in un secondo momento, a raccontarci ciò che sta succedendo, proprio come farebbe una ragazza di dodici anni. Non troviamo formule come “lui ha detto questo”: tutto è visto e narrato attraverso il punto di vista di Haley. Con il suo registratore, Haley si fa custode di tutto ciò che succede nell’aula speciale: registra le storie, le paure e le speranze di Esteban, di Tiago, di Amari, di Holly e Ashton. Le loro voci si intrecciano, creando un mosaico di esistenze segnate da temi difficili come l’immigrazione, la discriminazione razziale, l’assenza dei genitori, il carcere, il bullismo e la paura di un mondo che non sempre sembra accoglierli.

È stata una lettura molto veloce, senza pause, perché ti tiene letteralmente incollata alle pagine: vuoi assolutamente andare avanti e scoprire cosa succede. Il romanzo riesce a far affezionare il lettore ai ragazzi, ognuno con la propria storia e il proprio modo di essere. Parla di temi reali e importanti, ma li affronta con delicatezza, senza rendere la lettura pesante. E’ un libro sull’amicizia, sul valore dell’ascolto e sull’imparare a proteggersi a vicenda ed è per questo che, pur essendo un libro per ragazzi, secondo me dovrebbero leggerlo tutti. Una menzione d’onore alla traduttrice, Chiara Baffa, che secondo me ha fatto un ottimo lavoro, interpretando al meglio le emozioni che Woodson ha trasmesso nell’originale.

Proteggimi
Jacqueline Woodson
Fandango, 2024

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ragazzi, diversità

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