Forse ho preso da mia nonna. Voglio sapere come vivono le persone, come vivono davvero. Nelle mie interviste al parco, rimango affascinata dalla routine degli altri sconosciuti: voglio fare domande che scavino a fondo nella trama di una singola giornata. [...] Mi sembra che tutti abbiano qualcosa di veramente strano, qualcosa di unico e bizzarro. Questa unicità è più evidente nei gesti quotidiani, nell’ordinario, piuttosto che nello straordinario: il modo in cui scelgono i vestiti la mattina, i cibo che mangiano, come trascorrono un’ora di tempo libero.

Francesca della biblioteca di Bentivoglio consiglia Gli antropologi di Ayşegül Savaş

Asya e Manu hanno lasciato i loro paesi e le famiglie d’origine e raggiunto una grande città. Una condizione oggi comune alla gioventù, alla ricerca di un proprio posto nel mondo e attratta dall’idea di ridefinire liberamente la propria esistenza, senza gli usi e i costumi delle generazioni precedenti. Come coloro che non hanno radici nel luogo in cui vivono, Asya, documentarista, e Manu, impegnato in un ente non-profit, sono sedotti dalla città che li ospita, frequentano caffè e case di amici, si immergono nella cultura locale con lo sguardo curioso e interrogativo di antropologi, affascinati dalle abitudini e dai comportamenti altrui e con il desiderio di comprendere come trovare bellezza e felicità nella precarietà della loro esistenza.

Oltre alla vita della giovane coppia, nel romanzo seguiamo giorno dopo giorno il lavoro di Asya, che descrive la vita che popola un parco cittadino. Fa domande di vita quotidiana ai passanti e, leggendo, mi sono immaginata quanto potrebbe essere stimolata nel fare la stessa ricerca in una biblioteca. Noi bibliotecari incontriamo tante persone e, giorno dopo giorno, ci raccontano pezzi della loro quotidianità, avvenimenti più o meno importanti, ma che da questa parte del bancone rimangono impressi.
Un romanzo interessante di attualità.

Gli antropologi
Ayşegül Savaş
Feltrinelli, 2025

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narrativa, vita coniugale, cosmopolitismo

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