In teoria lui era di guardia, anche se poteva fare molto poco, a parte elargire qualche consiglio telefonico. La Citroën era al sicuro in garage. Il garage era una ghiacciaia, l'unica finestra era una lastra di cristallo, quindi sull'auto si riflettevano i colori delle ragnatele.

Samuele della biblioteca di Budrio consiglia La terra d'inverno di Andrew Miller

Avvolti nel freddo della grande gelata del 1963, uno degli inverni più freddi mai registrati in Gran Bretagna, due coppie di personaggi della piccola borghesia inglese affrontano i drammi della loro vita quotidiana, drammi di coppia, di famiglia, di crescita, finendo per rendere in qualche modo concreto e tangibile, anche nei rapporti personali, quel gelo che sembra quasi palpabile tra le pagine del libro.

La maestria di Miller, e anche della traduttrice Ada Arduini, è quella di ricostruire, attraverso i suoi personaggi, un particolare periodo storico nel quale s'incontrano gli ultimi residui materiali e morali di una guerra devastante che, a vent'anni dalla sua fine, mostra ancora ferite aperte, e quella voglia di emancipazione consumistica che traspare dalle pagine di riviste femminili lette distrattamente, da programmi televisivi che andavano in onda solo in qualche ora del giorno, o dalle notizie provenienti da radio incassate ancora nei mobiletti. I quattro protagonisti, nel loro incontrarsi, incrociarsi, sfiorarsi, diventano in qualche modo i catalizzatori di un'inquietudine profonda che nasce non solo dalle diffficoltà della vita di tutti giorni (il lavoro, la gravidanza, il rapporto con i genitori, il tradimento), ma anche dalla consapevolezza di essere alla fine dei conti sempre soli e indifesi di fronte sia a cambiamenti che sono per tutti "epocali", sia alla memoria di un passato che finisce sempre per chiedere conto dei propri errori. I treni che si fermano, le macchine che escono di strada, le mucche che faticano a fare il latte o a partorire in pace, la presenza di ospedali, manicomi, ricoveri e macerie non sembrano l'effetto del gelo ma in qualche modo ne sembrano rappresentare la causa, così come le gravidanze delle due protagoniste, Rita e Irene, ne vogliono rappresentare in qualche modo, con una metafora abbastanza scoperta, una forma di via d'uscita.

Un romanzo quasi generazionale su un periodo storico, quello della metà degli anni '60, ricordato a volte solo per le sue conquiste e non per quanto fosse stato in fondo difficile da affrontare.

La terra d'inverno
Andrew Miller
NNE, 2025

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narrativa, guerra, consumismo, modernità, emancipazione

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