Dovrebbe esistere una parola per indicare il continuare a vivere quando una parte di te è morta.

Silvia della biblioteca di Galliera consiglia Persone come noi di Jason Mott

Due scrittori afroamericani percorrono strade molto diverse, entrambi alla ricerca di un luogo nel quale sentirsi finalmente al sicuro. Soot viaggia attraverso gli Stati Uniti e si prepara a parlare in una scuola colpita da una sparatoria, mentre cerca di convivere con un dolore personale che continua a riportarlo nel passato. Un secondo scrittore, di cui non conosciamo il nome, ha appena ricevuto un prestigioso premio letterario e si trova in Europa per promuovere il proprio libro. Qui gli viene offerta la possibilità di restare, lontano dal razzismo e dalla violenza che lo attendono in America. Le loro storie procedono parallelamente, muovendosi tra ricordi, incontri surreali, paure reali e possibilità immaginate, fino a interrogarsi su cosa significhi appartenere a un Paese dal quale, a volte, si vorrebbe soltanto fuggire.

Jason Mott costruisce un romanzo difficile da racchiudere in un’unica definizione: è racconto del lutto, satira del mondo editoriale, riflessione sull’identità afroamericana e denuncia della violenza armata negli Stati Uniti. Ma è anche un libro sull’amore e sulla necessità di continuare a immaginare, persino quando la realtà sembra aver esaurito ogni possibilità di salvezza.

Persone come noi
Jason Mott
NNE, 2026

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narrativa americana, razzismo, lutto, memoria, identità, appartenenza, satira

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