E prima che Skippy apra bocca, se ne va; ogni passo che fa è un colpo di martello che polverizza il suo cuore in tanti minuscoli pezzettini.

Martina della biblioteca di Minerbio consiglia Skippy muore di Paul Murray

Dublino, anni 90 e il Seabrook, un collegio cattolico per maschi benestanti. Un orizzonte valoriale che tramonta su tempi sempre più sudici e indolenti, come i giovani protagonisti che li abitano, molto diversi dagli splendidi padri che trent'anni prima hanno ornato quegli stessi corridoi di trofei e gagliardetti. Non tutti però hanno intenzione di arrendersi a questa fiacchezza epocale, non certo il preside ad interim, detto l'Automa, che vede nel concerto di Natale la grande occasione di riscatto per la sua scuola. E però di studenti ambasciatori di lustro il Seabrook scarseggia; per esempio, Skippy, dopo una gloriosa vittoria nella gara di nuoto è buono solo a vomitare addosso al proprio terribile prof di francese. Non va bene nemmeno Ruprecht, il cui talento scientifico e musicale è oscurato dall'adipe in eccesso; non Mario, che ha un preservativo portafortuna nel portafogli (che, se sta sempre lì, evidentemente non fa il suo dovere); non Dennis, che trascende l'anaffettività di sua madre col cinismo, né Geoff, che sa scrivere haiku ma forse è il più tonto dei cinque. Il titolo parla chiaro: questo quintetto che salda la propria amicizia a suon di parolacce e derisioni presto perderà un membro. E lo perderà in modo grottesco e insieme misterioso, perché dietro alla morte di Skippy c'è un reticolo di vicende così ingarbugliate che vederci chiaro è quasi impossibile. Nel lasso di pochi mesi, Skippy, che è uno sfigato tra gli sfigati, ha sperimentato tutta la gamma di emozioni umane, dall'amore per la bella Lori al terrore di essere ammazzato dal disturbatissimo Carl, piccolo spacciatore tossicodipendente con un'ossessione malsana per la ragazza.

Il lettore accompagna Skippy in questa maratona emotiva, e chi scrive la recensione ammette di non essere mai passata dalle risate alle lacrime disperate con tanta velocità come leggendo Skippy muore. Come nel precedente Il giorno dell'ape (Skippy muore è stato riportato in Italia da Einaudi dopo il successo della succitata pubblicazione) Paul Murray conferma il proprio sguardo affilatissimo, insieme tenero e dissacrante, e ci dona un romanzo capace di parlare dell'adolescenza in tutta la sua bella bruttezza e confusione.

Skippy muore
Paul Murray
Einaudi, 2026

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narrativa, Irlanda

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